Le lesioni sono limitate alla mucosa, non vanno più in profondità ed hanno tendenza a sanguinare (emorragia, rettorragia); interessano primariamente l'ultimo tratto dell'intestino (il retto) e si estendono poi in senso caudo-craniale in modo continuo.
I quadri clinici variano a seconda dell'estensione delle lesioni e della loro attività e severità.
La rettocolite ulcerosa può presentarsi acutamente e bisogna differenziarla dalla gastroenterite infettiva (colite acuta autolimitantesi batterica).
Si hanno: sanguinamento rettale con sangue verniciante le feci (se la malattia è rettale, cioè bassa) oppure frammisto a feci, se la malattia è più estesa.
Sono presenti diarrea, che si definisce come maggiore frequenza di emissioni di feci liquide o semiliquide, tenesmo rettale (senso di premiti e dolore al basso ventre ed al retto), muco, sangue e talora pus insieme all'emissione di feci.
Può esserci inoltre:
Nei casi gravi si arriva al megacolon tossico, che consiste in una abnorme dilatazione del colon, sfiancato dalla malattia, con segni di disidratazione, febbre ed alterazioni metaboliche.
Alle articolazioni può esservi artrite (15-20% dei casi), all'occhio iridociclite (infiammazione dell'iride); altre alterazioni alla cute (eritema nodoso e pioderma gangrenoso), all'albero epatobiliare (infiammazione ed infezione delle vie biliari) ed al rene (calcoli del rene).
Complicanza locale temibile è la distensione acuta del colon con febbre, tachicardia, disidratazione e squilibri elettrolitici: è il megacolon tossico.
Si fa la diagnosi di megacolon tossico con una Rx diretta dell'addome che è una lastra dell'addome.
In tali casi è opportuno il ricovero in ambiente specializzato.
Altra complicanza è il cancro del colon: il rischio è superiore che nella popolazione generale; fattori di rischio sono: la durata della rettocolite ulcerosa e l'estensione delle lesioni. Il rischio è 20 volte superiore che nella popolazione sana.
La displasia epiteliale, che si valuta istologicamente sulle biopsie effettuate in corso di colonscopia, è una lesione precancerosa ed impone una stretta sorveglianza endoscopica.
Nel corso di ogni controllo endoscopico è opportuno eseguire biopsie ed esame istologico per individuare un'eventuale displasia. Se si reperta displasia severa si penserà alla chirurgia.
E' opportuno effettuare un esame completo delle feci; bisogna escludere infezioni batteriche o parassitarie.
La terapia medica in genere è efficace, ma occorre una stretta sorveglianza clinica ed endoscopica.
In casi selezionati sarà necessario il ricorso all'intervento chirurgico
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